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Catene Causali

Le Catene Causali sono una schematizzazione di patogenesi formulata dal Dr. H. Schimmel alla fine degli anni '80 e in seguito sviluppata con la collaborazione di FM Pharma®.
Successivamente, nel 1993 il Dr. H. Schimmel ha lasciato in consegna tutto il suo bagaglio esperenziale e culturale sulle Catene Causali e sulla Medicina Funzionale ad Omeopiacenza® la quale con l'AIOR, Associazione Italiana Omeopatia di Risonanza, ha sviluppato, approfondito ed attualizzato le Catene Causali.
In base all'esperienza accumulata in decenni di attività, con casistica significativa, il Dr. H. Schimmel ha fatto due osservazioni.
1. Quando un organo, o un tessuto, viene primitivamente colpito da una noxa patogena, si stabiliscono dei meccanismi di compenso da parte di altri Organi Bersaglio o strutture che si impegnano, per quanto possibile, ad eliminare o a tamponare il carico "tossinico" dell'organo che ha subito per primo il danno e che è da ritenersi l'organo sede e/o responsabile della patologia riferita dal paziente.
Avviene perciò una vicariazione funzionale che sarà tanto maggiore quanto l'organo vicariante sarà in buon compenso metabolico-funzionale.
In quest'ottica i problemi del paziente vengono letti come aventi origine da una "disfunzione" primitiva a carico del primo organo colpito dalla noxa.
Nel tempo questo organo non riuscendo più a svolgere correttamente le sue funzioni, trasferisce il suo carico tossinico su altri Organi a lui funzionalmente collegati che tentano di vicariarne le funzioni ed allontanarne il sovraccarico.
Tali Organi Bersaglio saranno perciò "iperattivi" in quanto aggiungono al loro normale lavoro anche un lavoro supplementare per tentare di smaltire l'eccessivo carico tossinico conseguente al deficit dell'organo primitivamente colpito dalla noxa.
Tali organi sono in condizione di "stress" acuto o cronico.
Questi Organi Bersaglio "vicarianti" possono essere in rapporto di reciprocità con l'organo primitivamente in crisi, in questo caso il carico tossinico si ripercuoterà sull'organo primitivamente colpito.
2. La seconda osservazione fatta dal Dr. H. Schimmel è stata quella di aver osservato che nella pratica clinica i disturbi lamentati dal paziente non erano sempre attribuibili all'organo responsabile, ma i sintomi ed i segni riferiti dal paziente potevano essere legati ad un organo che è solo sede della patologia acuta o cronica.
È evidente che queste osservazioni fatte dal Dr. H. Schimmel sono applicabili ai quadri clinici cronici, nei quali tra insulto patogeno primitivo e presentazione del paziente è trascorso del tempo in quanto il coinvolgimento progressivo di più distretti richiede infatti tempo, a meno che l'insulto patogeno non sia così forte da "far saltare" i meccanismi di compenso interdistrettuale.
Le Catene Causali sono quindi dei diagrammi di flusso che rappresentano il percorso evolutivo della storia patologica del paziente in quanto tengono in considerazione tutte le possibili manifestazioni ed evoluzioni di una patologia che colpisce un ben determinato distretto dell'organismo.
Le Catene Causali portano il nome dell'organo ritenuto la fonte primaria di malattia, anche detto Cuore di Catena, che comunica con degli organi chiamati Organi Bersaglio.
La rappresentazione grafica vede il Cuore di Catena disposto centralmente mentre gli Organi Bersaglio, con i quali è connesso funzionalmente e/o morfologicamente, lo circondano e subiscono le ripercussioni della sua alterata funzione.
La comunicazione fra il Cuore di Catena e gli Organi Bersaglio è rappresentata da frecce mono o biunivoche in base al tipo di linguaggio scelto dal Cuore di Catena.
Infatti ogni parte del corpo comunica con tutte le altre attraverso i sistemi di collegamento, quali ormoni, neurotrasmettitori, linfochine e citochine, eccetera, e attraverso i tessuti di collegamento, quali sistema linfatico, sangue, sistema nervoso e matrice extracellulare.
Questa modalità di schematizzare la Catena Causale è finalizzata a mettere in evidenza le ripercussioni che l'alterata funzione del Cuore di Catena, che non riesce più a svolgere correttamente le sue funzioni, ha su altri organi e apparati.
In questo modo è possibile spiegare tutti i sintomi, le patologie ed i problemi di salute del malato, anche quando apparentemente non sembrano correlati tra loro.

Come arrivare ad una Ipotesi Diagnostica Causale

Saper fare una corretta anamnesi fisiologica, patologica remota e recente e richiedere tutti gli accertamenti clinici e strumentali necessari consente al Medico di rispondere a diverse domande sul paziente in quanto permette di sapere chi è e quindi di conoscere tutta la sua storia fisiopatologica.
Secondo la Medicina Funzionale, per poter diagnosticare la Catena Causale del malato, è estremamente importante considerare l'evoluzione temporale delle patologie morfofunzionali riferite perchè aiuta a capire quale è l'organo o il distretto che per primo è stato colpito da una noxa patogena.

Perché è utile arrivare ad una Ipotesi Diagnostica Causale

È patrimonio del sapere medico determinare tutta la storia fisiopatologica del paziente, tramite informazioni accademiche e funzionali, perché permette di diagnosticare la Catena Causale del malato.
Capire quale è realmente l'organo responsabile di tutto il quadro clinico e, quindi, anche sapere perché un Organo Bersaglio ammala in modo cronico, anche se trova in un altro il responsabile della patologia stessa, rende possibile risolvere definitivamente il quadro clinico globale del paziente scongiurando in questo modo anche i possibili peggioramenti.